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Via Dal Nido.... Racconto del viaggio ad Orbetello '08 PDF Stampa E-mail
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Scritto da Roberto Fiorini   
Sabato 11 Aprile 2009 12:49

Potete trovare le foto di questo nostro viaggio nella Galleria delle Immagini.

 

Sono le cinque del mattino di venerdi 8 agosto e il campo di volo UFO (Ultralight Flying Object) di Giuliano di Roma ferve nei preparativi. I deltaplani erano stati già riforniti, controllati in ogni loro dettaglio e allineati sulla pista di decollo già dal pomeriggio precedente. La stessa serata aveva visto una pizza veloce che aveva accompagnato l'ultimo briefing e poi di corsa a nanna.

I ragazzi sono tutti entusiasti, il tempo si preannuncia buono e non tira neanche un soffio di vento. In una calma quasi surreale e nell'aria frizzante del mattino in cui ogni respiro è un respiro di pace, si attende che i primi bagliori dell'alba si trasformino nella luce giusta per indossare i caschi e, finalmente, partire.

Paolo, l'istruttore di quella che ormai è una collaudata scuola di volo, dà gli ultimi consigli e fuga gli ultimi dubbi. Per qualcuno è il primo volo al di fuori del circuito del campo.

Paolo con Daniele (detto Flagello), Francesco, Marino, Raffaele e Tonino partono l'uno dopo l'altro allineandosi ordinatamente in direzione Nord. Prima di partire una telefonata per avvertire Roberto il quale, insieme con Angelo li attendono presso il campo di volo di quest'ultimo per agganciarsi alla formazione. In totale sette meravigliosi e variopinti deltaplani che si stagliano silenziosi nel cielo.

Il viaggio prosegue rigorosamente sulla rotta stabilita per evitare gli spazi aerei degli aeroporti della Capitale quando, appena superato Valmontone, dalla leggera foschia ( e sicuramente anche smog) che sovrasta la città eterna, appare l'imponente Cupolone.

Siamo in aria! È un'esperienza che in cuor mio auguro ad ogni persona di poter vivere poiché, qualunque descrizione di ciò che si prova in questi momenti non riesce neanche lontanamente ad avvicinarsi alla meravigliosa realtà. Nel viaggio si gode del panorama sottostante da un privilegiato punto di osservazione e si ha anche modo di pensare a un po' di tutto. Molti dei nostri pensieri corrono ai nostri amici Anna, Cesare e Salvatore i quali, all'ultimo momento, hanno dovuto rinunciare al viaggio per vari imprevisti motivi. E' sempre triste lasciarsi dietro qualcuno del gruppo. Inevitabilmente, più si è numerosi e più le variabili aumentano.

E così, immersi in tanti pensieri e affascinati dalla vista della formazione di volo e dei paesaggi che scorrono sotto ai nostri piedi, arriviamo a sorvolare il biondo Tevere; per qualche chilometro ne risaliamo il corso e poi deviamo verso ovest, puntando la prua verso la direzione che in pochi minuti ci porterà in vista del monte Soratte.

Infatti, dopo circa quindici minuti, la sua inconfondibile sagoma si staglia nella pianura sottostante, guidandoci fino al campo di volo di Nepi sulla cui pista, rispettando l'ordine di formazione, atterriamo per effettuare il rifornimento. Li ci aspettano Mauro con suo figlio e l'amico Daniele i quali sono partiti che era ancora buio a bordo di un camioncino carico dei nostri bagagli e del carburante supplementare.

Sono le otto e siamo tutti a terra, in una gioia collettiva. Paolo forse è un po' preoccupato e sente la responsabilità del gruppo, ma è bravo a non darlo a vedere.

Via i caschi e iniziamo velocemente a rifornire i serbatoi; rapide occhiate ai mezzi per sincerarsi che sia tutto ok e poi bisognerà ripartire. Non si può perdere tempo perché con l'innalzarsi del sole cambiano i venti che, nella zona di Orbetello, nostra meta finale, potremmo trovare contrari.

Mentre ultimiamo queste operazioni giungono anche Massimo, Angelo V., Umberto e Antonio. I primi due a bordo di aeroplani ultraleggeri, gli altri su altrettanti deltaplani insieme con le rispettive figliole. Ora il gruppo è completo e vederci decollare, l'uno dopo l'altro, è uno spettacolo al quale i bambini del posto, arrampicati sulla rete di recinzione del piccolo campo di volo, non sanno resistere.

Il volo riprende in direzione dei rilievi montuosi che segnano il confine tra il forte paesaggio viterbese e l'inizio delle placide colline della maremma. Paolo e Daniele a bordo del mezzo-scuola guidano la formazione e Roberto, in contatto radio con loro, la chiude a bordo del suo antico Tirelli.

Sopra di noi, ben più alti, aeroplani di linea che iniziano la loro discesa verso l'aeroporto di Fiumicino.

Le condizioni meteorologiche ci assistono ed il viaggio procede ad una quota di sicurezza che permette a Raffaele, consacrato fotografo ufficiale del gruppo, di compiere larghi giri per immortalare le immagini più belle.

La campagna sottostante ha già dato i suoi frutti e sta per essere nuovamente preparata per la semina. Righe marroni, lunghe e parallele, vengono tracciate dai vomeri trainati da trattori cingolati. Un lavoro interminabile fatto di gesti ripetuti ma che al tempo stesso offre la consapevolezza di fare una cosa concreta...

Sulla nostra sinistra, appena velata da una lieve foschia, ci appare la costa toscana con il suo mare azzurro. Volare va oltre l'essere trasportati in aria a bordo di una macchina con le ali, volare è vivere queste sensazioni ed osservare il mondo da un punto di vista privilegiato; una conquista fatta da altri e regalata a noi che con un piccolo motore, due tubi ed una tela esaudiamo forse il più atavico sogno dell'uomo.

Il profilo delle isole dell'Argentario ci annuncia l'approssimarsi del nostro punto d'arrivo. Infatti, dopo alcuni minuti, Paolo e Daniele iniziano la discesa di avvicinamento verso il circuito di atterraggio e, uno dopo l'altro, tutti gli ultraleggeri toccano il suolo della pista dell'agriturismo "Flying Buttero". Un nome che è tutto un programma!!!

Ad accoglierci troviamo il buon Ivan con la sua famiglia i quali hanno già predisposto uno spazio per le nostre tende all'ombra del loro boschetto.

In poco tempo i mezzi vengono assicurati con dei picchetti infissi nel prato, dopodiché si montano le tende. Cessata la dovuta attenzione verso le manovre di volo e di ricovero dei velivoli, iniziano la gioia e la goliardia che caratterizzano questo mondo.

Il pomeriggio prosegue con un bagno nel mare dell'Argentario. Un tuffo rigeneratore che toglie di dosso polvere e stress.

Al nostro rientro un'occhiata ai nostri mezzi è del tutto scontata. Il tuo delta ha una sua anima e respira con te nel cielo quando ti ci porta dentro. È naturale voler rivedere questo tuo amico dopo qualche ora di assenza!!

Una doccia lunga e calda e tutti a tavola sotto il portico dell'agriturismo in attesa della cena. I nostri figlioli hanno fatto subito amicizia e gli argomenti trattati dall'intero gruppo non hanno limiti né confini. Finalmente arrivano le portate e gustiamo le specialità del posto per le quali, considerato anche l'appetito, ci è parsa un po' lunga l'attesa. Sul posto abbiamo trovato Francesco C., un altro nostro amico dell'UFO lì in vacanza, alla cui serietà, quasi cinquant'anni di vita e una laurea in medicina, a nulla hanno giovato.

È mezzanotte già passata da un pezzo quando ci ritiriamo nelle nostre tende. La serata è fresca e per questa volta pare che le zanzare abbiano deciso di trovare altrove le loro vittime.

Buonanotte a tutti!...e.... se sentite rumori cupi nel bosco non preoccupatevi...è Tonino che russa...!

 

Per oggi sabato 9 agosto il programma prevede un bel volo sul mare e sulle isole più vicine dell'arcipelago. Paolo prende a bordo Mauro; Daniele decollerà con Roberto. Qualcuno decide di restare a terra e qualcun altro ha inconsciamente deciso di restare a dormire.

Si parte! Ancora una volta lo spettacolo è suggestivo: il mare visto dall'alto si rivela in una miriade di tonalità che vanno dal celeste chiaro al blu cupo, secondo le varie profondità.

A metà del volo Roberto inverte la rotta e torna verso il Flying Buttero. Il suo motore ha "tossito" e non vale la pena rischiare proseguendo oltre. Al loro rientro anche l'aeroplano di Angelo V. ed il delta di Tonino accusano lievi anomalie. Al primo sale la temperatura dell'olio del motore mentre al secondo si avverte un calo di potenza.

Al termine delle necessarie verifiche il verdetto è il seguente:

Roberto: il suo delta aveva qualche goccia d'acqua nella benzina per cui è stato sufficiente

svuotare la vaschetta del carburatore e filtrare il carburante;

Angelo V.: nessun problema, soltanto un temporaneo malfunzionamento del termometro

dell'olio che è stato rimesso a posto con un piccolo intervento sul posto;

Tonino: problemi elettrici dovuti alle "puntine platinate" del circuito di accensione e pertanto

il suo delta verrà smontato, la sua ala richiusa ed il tutto caricato a bordo del camioncino di appoggio.

Ancora una volta la semplicità di questi mezzi riduce al minimo gli interventi sul campo e, soprattutto, i fattori di rischio.

Bene....! i mezzi sono stati riforniti ed approntati per la partenza di domattina, il pranzo è stato consumato "al sacco" e stretti stretti, nel camioncino e nella macchina di Pasquale, giunto con la sua famiglia, (omettiamo di dire in quanti eravamo a bordo) andiamo tutti ...ops.. alle terme di Saturnia.

Il viaggio è breve e una volta giunti, un po' per volta, invadiamo la vasca naturale sovrastante tutte le altre, dove l'acqua che vi si immette è più calda. È rilassante stare immersi in quel brodo ed è strano uscire dall'acqua e sentire il fresco della brezza che soffia. Di solito al mare accade il contrario!

Dopo un po' decidiamo di spalmarci sul corpo i fanghi che si depositano nel letto del fiumiciattolo originato dalle vasche. Paolo, Francesco, Daniele, Roberto , Pasquale e Umberto sembrano degli aborigeni australiani sul piede di guerra: il fango si è seccato loro addosso e la pelle è di un colore grigio chiaro.

Un tuffo sotto la cascata di acqua calda e torniamo tutti ai nostri colori originali.

È sera quando ci ritroviamo nuovamente sotto il portico dell'agriturismo e al nostro gruppo si sono aggiunti alcuni piloti giunti da altri campi di volo, una coppia persino dalla Sardegna. L'atmosfera è buona ed è bello ritrovarsi in questa armoniosa semplicità.

Al termine, salutiamo i nostri amici dell'agriturismo poiché domattina la sveglia suonerà presto. Le previsioni sono buone e tutti quanti speriamo di non trovare all'indomani venti contrari. Prima dell'alba bisognerà caricare subito tutti i bagagli sul camioncino per consentire a Mauro di arrivare prima di noi a Nepi per il rifornimento. Tutto deve essere fatto nei giusti tempi!

Ma per Paolo e Roberto la serata non è ancora finita, al fine di guadagnare altri minuti preziosi, tornano sulla pista e sistemano i deltaplani nell'esatto ordine di decollo. Sono quasi le tre quando tra queste attività e discorsi di antica amicizia, hanno terminato. Un'ora di riposo anche per loro in attesa della sveglia, puntata per tutti alle 04.50.

È ancora buio quando Mauro parte con il suo camioncino, Daniele viaggerà con lui fino a Nepi. Paolo volerà insieme con Raffaele a bordo del suo delta e Tonino decollerà con il delta della scuola.

Alle 05.15 inizia a far giorno ma non c'è ancora luce a sufficienza per poter iniziare il viaggio di ritorno. Le tute ed i caschi sono stati indossati e si attende ancora qualche minuto prima di accendere i motori.

E poi, finalmente, il sole annuncia il suo arrivo da Est. Un ultimo sguardo ai mezzi e si accendono i motori. Le eliche girano in dischi trasparenti e l'erba dietro di loro si piega al flusso dell'aria.

Uno per volta gli ultraleggeri prendono il volo in un lungo serpentone che subito dopo si trasformerà in una "V" di uccelli migratori.

Anche stavolta dopo un meraviglioso volo sulle colline toscane atterriamo a Nepi ed effettuiamo il necessario rifornimento. Prima di ripartire ci salutiamo tutti poiché appena superato Valmontone, il nostro volo finale terminerà in posti diversi:

Antonio con sua figlia a Pontecorvo;

Angelo V. e Umberto con sua figlia ad Alatri;

Angelo Q. a Morolo;

Roberto a Ferentino;

Paolo e Daniele (tocca a Raffaele salire sul camion) - Francesco - Tonino - Marino - Massimo, tutti a Giuliano di Roma.

Tra i tanti aspetti che hanno caratterizzato questa breve ma intensa esperienza, oltre alla personale soddisfazione di ognuno dei partecipanti, c'è da evidenziare il primo volo di così lunga durata per Francesco, Marino e Tonino;

Il volo di Roberto e di suo figlio Francesco insieme come tante altre volte ma stavolta ognuno a bordo del suo mezzo; la soddisfazione dell'istruttore Paolo di Girolamo che ha da poco concluso una sessione di esami per piloti di velivoli ultraleggeri presso la scuola di volo Ultraleggero UFO di Giuliano di Roma che alle domande dell'esaminatore dell'Aeroclub d'Italia, Comandante Claudio Galliani, ha visto brevettarsi Marino, Vanni, Cesare, Salvatore, Enrico, Tonino, Emiliano e, quale unica rappresentante femminile, la simpaticissima Anna.

 

Prima di chiudere questa nostra storia, vorremmo rivolgere a tutti un invito a provare la bellezza del volo, l'unico vero rischio è quello di non riuscire più a smettere di desiderarlo.

 


Potete trovare le foto di questo nostro viaggio nella Galleria delle Immagini.

Commenti

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non è un commento e non potrebbe esserlo visto che il racconto l'ho scritto io... scritto, ma soprattutto vissuto con un entusiasmo ed un ricordo che ancora oggi, dopo quasi tre anni è mezzo, ancora mi affascina e mi commuove. Un caro amico mi disse una volta ammirando un decollo: "... la cosa che più mi sorprende è che dopo tanti anni resto ancora stupito nel vedere le ruote che si staccano da terra e l'abbraccio dell'aria..." un inguaribile romantico? Forse!... ma in fondo che c'è di male? E' un modo come un altro per appartarsi con se stessi e pensare al volo ringraziando chi o cosa per essere riuscito, anche se in minima misura, a farne parte.
Mercoledì 11 Gennaio 2012, 21:57
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